Le persone dietro ogni terrario
Il laboratorio nasce dall'incontro di due passioni: la botanica e la composizione visiva. Non insegnamo solo tecniche. Condividiamo un modo di guardare le piante.
Da una collezione privata a un laboratorio aperto
Tutto è cominciato con una passione personale per le piante grasse e il desiderio di creare piccoli ecosistemi in miniatura. Dopo anni di sperimentazione con diversi substrati, contenitori e specie vegetali, è nata l'idea di condividere questo processo con altre persone.
Il giovedì sera è diventato il momento scelto per rallentare. Un giorno della settimana in cui chiunque può varcare la porta del laboratorio senza sapere nulla di botanica e uscire con qualcosa di vivo tra le mani.
Non ci interessava creare un corso rigido. Volevamo uno spazio di lavoro condiviso, dove ogni persona potesse fare scelte proprie all'interno di un metodo solido.
Quattro principi che orientano ogni sessione
Attenzione al processo
Ogni strato del terrario ha una ragione. Non saltiamo passaggi, non abbreviamo spiegazioni. Il processo lento è parte dell'esperienza.
Rispetto per il materiale
Le piante sono organismi vivi. Impariamo a sceglierle, a posizionarle e a capire cosa serve loro. Non sono decorazioni.
Spazio per tutti
Non occorre alcuna esperienza pregressa. Il laboratorio è pensato per accogliere persone curiose, non esperti di botanica.
Continuità nel tempo
La sessione non finisce quando esci dalla porta. Ti diamo gli strumenti per continuare a prenderti cura del tuo terrario a casa.
Tecnica e sensibilità estetica insieme
Creare un terrario richiede due cose che non sempre vanno di pari passo: la comprensione tecnica di come funziona un substrato drenante e la capacità di comporre visivamente gli elementi in modo che abbiano senso insieme.
In laboratorio lavoriamo su entrambe. Prima spieghiamo perché la ghiaia va sul fondo, perché il carbone attivo riduce la formazione di muffe, come scegliere il terriccio giusto per piante grasse in ambiente confinato. Poi passiamo alla composizione: proporzioni, contrasto tra specie, uso del muschio come elemento connettivo.
Il risultato è qualcosa che funziona e che, allo stesso tempo, vale la pena guardare.
Un terrario ben fatto dura anni con pochissima manutenzione. La cura sta nel metodo, non nel tempo che ci dedichi dopo.
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